Sabbia e giallo

Chiots Jaunes

Revisione Marzo 2013

 

Molti anni fa occasionalmente si potevano vedere Australian Shepherd color sabbia (in USA – ndt), anche se è molto difficile che il gene ancora esista nel pool genetico della razza oggi giorno, poichè questo gene è dominante nei confronti del gene delle focature. La maggior parte degli Aussie hanno le focature e per questo motivo non possono portare il sabbia. Il colore sabbia porta a squalifica nello standard di razza degli Australian Shepherd almeno dagli anni 70. Viene associato maggiormente ai Rough Collie e non è mai stato considerato tipico negli Aussie.

Le colorazioni errate che la maggior parte delle persone amanti della razza pensa siano sabbia in realtà sono gialle (la sfumatura reale può variare dal color castagna ad un limone pallido). Il gene che porta questo colore è diverso da quello che produce il sabbia. Si tratta di un gene recessivo, il che significa che ogni volta che viene prodotto un cucciolo giallo, entrambe i genitori sono portatori di questo gene. I Labrador gialli e i Pointer limone hanno il locus e giallo, ma in queste razze si tratta di un colore ammesso.

Nei cani sabbia, la punta del pelo è nera (o fegato se il cane ha pigmento fegato sul naso, ecc). Il mantello giallo è uniforme in tutto il corpo ed il colore del naso non fornisce indicazione, visto che la colorazione nera/fegato è controllata da un altro set di geni.

I cani gialli non avranno focature, non importa se le avevano oppure no i loro genitori. Lʼazione del gene giallo rende più chiare anche queste ultime. Le marcature bianche, invece, non ne sono influenzate.

Seppur sia il sabbia che il giallo siano dei colori attraenti, non sono ammessi dallo standard di razza dellʼAustralian Shepherd e per una buona ragione: entrambe queste colorazioni possono mascherare la presenza del gene merle. Proprio per questo, si potrebbe non sapere che il soggetto è merle e si potrebbe farlo accoppiare ad un altro merle, producendo così un cucciolo cieco e/o sordo poiché erediterebbe 2 copie del gene Merle.

traduzione a cura de: Oriana Zago