Il Prezzo della Popolarita

Stalloni Famosi e Genetia della Popolazione

Autore:  C.A. Sharp

Pubblicato per la prima volta su “Double Helix Network News”  Vol. IV, No. 3 (Estate 1998).   Traduzione dall’inglese di Valter Faion i Vittore la Gioia.

 

Consideriamo il caso ipotetico di Old Blue, straordinario Malthound.  Blue era perfetto, armonioso, sano e intelligente. Durante la settimana riportava “malt balls” (ndr dolci simili al “Mars”)  dalla mattina alla sera.  Nei week-end si distingueva in campo, nelle gare di obbedienza e anche in quelle di bellezza, dove addentava, indovinate cosa?  “malt balls”. Tutti avevano un buon motivo per utilizzare Blue, perciò tutti lo fecero. I suoi discendenti seguirono i suoi passi per generazioni. Blue morì pieno di anni e di onore, ma quello che la gente non sapeva è che Blue, bello com’era, era portatore di alcuni geni difettosi che non colpivano direttamente lui e nemmeno la maggioranza della sua immediata discendenza.  A complicare ulteriormente la questione, alcuni di questi geni difettosi, erano collegati a geni di caratteristiche importanti nel Malthound.
Alcuni  Malthounds cominciarono ad evidenziare dei problemi. Sembravano casi isolati, così tutti pensarono che fossero  “le solite cose che capitano”. Alcuni dissero che non era un grosso problema, di solito persone con cani affetti. Tutto sommato, la gente la prese come una cosa normale.
Il tempo passava e i cani con problemi aumentavano. La gente si fece scrupolo di non farne cenno ad alcuno, perché tutti sanno che il proprietario dello stallone incolpa sempre la cagna dei difetti e si prende sempre il merito dei buoni risultati. I proprietari degli stalloni  sapevano  che era meglio tacere e non andare a cercare guai. In generale, nessuno fece nulla per andare a fondo dei problemi, perché se fossero stati davvero importanti, tutti ne parlerebbero, giusto?
Passarono gli anni, Old Blue si era da tempo dissolto nella tomba. Ormai, tutti avevano dei problemi, da quelli importanti come la cataratta, l’epilessia o malattie della tiroide a cose meno specifiche:  timidità, mancanza di capacità materne e breve durata della vita. Gli allevatori si chiedevano “Cosa posso fare per allontanarmi da questo problema?”. La risposta fu,  nulla.
La gente cominciò ad adirarsi. “I responsabili devono essere puniti!”  Gli allevatori che temevano  si sospettasse dei loro programmi di allevamento,  fecero ostruzionismo.  Altri decisero semplicemente di far sparire i cuccioli e tacere.  Poche anime coraggiose si fecero avanti e ammisero che il loro cani avevano dei problemi e furono cacciati dalla razza. La guerra infuriava tra proprietari, allevatori e “volontari” che si lanciavano accuse a vicenda. Nel frattempo tutti andavano avanti come sempre. Dopo uno o due decenni la razza Malthound collassò sotto il peso dei detriti genetici accumulati e si estinse.

Questa drastica piccola favola è un’esagerazione, ma poi non più di tanto.  Ecco un esempio, anche se meno drastico, preso dalla vita reale. C’era una volta uno stallone Quarter Horse chiamato Impressive; il  nome calzava. Generò molti puledri che presentavano  le sue caratteristiche migliori. Ma quando essi e  i loro discendenti furono  accoppiati tra di loro, i puledri a volte morivano. Impressive era stato il portatore di un carattere genetico letale. Nessuno sapeva della sua esistenza fino a quando iniziò l’in-breeding  su di lui. La situazione di un singolo riproduttore che ha un effetto così drastico sulla razza divenne nota come “Sindrome di Impressive”. Molte specie e razze di animali domestici, inclusi i cani, hanno sofferto a loro volta di “Sindromi di Impressive”. Ma casi come quelli di Impressive sono solo la punta di un iceberg.
Una caratteristica legata ad un singolo gene diventa evidente in poche generazioni. Ma cosa accade se si ha a che fare con caratteristiche più complesse? Questo non per dire che quei famosi riproduttori che ammiriamo tanto, rappresentano cattive prospettive per l’allevamento. Hanno molte caratteristiche eccellenti che dovrebbero essere utilizzate, ma anche il meglio di loro ha dei geni responsabili di caratteristiche negative.
Il problema non sono i riproduttori famosi, ma come li usiamo. Per più di un secolo, l’in-breeding è stata la cosa essenziale. (in questo articolo per “in-breeding” intendiamo l’accoppiamento di cani imparentati tra di loro, includendo quindi anche il “line-breeding”). Accoppiando soggetti imparentati, una allevatore aumenta le probabilità di ottenere cani omozigoti per le caratteristiche che desidera selezionare. Soggetti omozigoti hanno maggiori probabilità di trasmettere quelle caratteristiche alle prossime generazioni.
Quando un maschio evidenzia un certo numero di qualità positive e dimostra la capacità di riprodurre queste caratteristiche, può diventare un riproduttore famoso, uno che quasi tutti usano durante la sua vita e anche oltre, grazie al seme congelato. Siccome figli, nipoti e pronipoti sono validi,  gli allevatori cominciano ad accoppiarli tra di loro. Se i risultati continuano ad essere buoni, può accadere che vengano fatti ulteriori “back-crosses” (ndr incrocio tra discendenti ed ascendente). Talvolta uno stallone può essere stato utilizzato così tanto che, dopo decenni, gli allevatori potrebbero anche non essere più in grado di conoscere il livello di consanguineità esistente tra i loro animali perché quel cane non compare più nel pedigree.

Questo è il caso degli Australian Shepherds. Molte line Aussie (ndr nomignolo della razza Australian Shepherd) da esposizione risalgono, ripetutamente, ad uno o ad entrambi i  fratelli pieni: Wildhage’s Dutchman of Flintridge and Fieldmaster of Flintridge. Questi, frutto di un programma di in-breeding, furono esemplari di qualità e grandi riproduttori. Essi sono largamente responsabili della qualità generale e dell’uniformità che oggi vediamo nei ring; una uniformità che non esisteva prima della loro nascita, circa 30 anni fa. Anche le line da lavoro hanno avuto riproduttori di spicco, ma i tratti del comportamento sono molto più complessi, sia geneticamente, sia per la significativa  influenza dell’ambiente. Sono perciò più difficili da fissare. Anche chi seleziona il comportamento farà degli in-breeding, ma probabilmente insisterà sulle caratteristiche comportamentali e sulla validità del cane in generele piuttosto che sul pedigree e sui minimi dettagli della conformazione fisica. I migliori riproduttori da lavoro raramente diventano così onnipresenti come quelli da esposizione.

Non tutti i riproduttori famosi diventano tali per la loro capacità di produrre discendenti di qualità. Alcuni hanno vinto le esposizioni più importanti o sono proprietà di personaggi abili nel pubblicizzarli. Cani del genere potrebbero dimostrarsi dei fallimenti quando siano ormai già vecchi. Ma se molti allevatori nel frattempo hanno utilizzato l’animale, il danno potrebbe esser già stato fatto. Anche se si utilizzano i migliori stalloni famosi, per natura, si limita la frequenza di alcuni geni nel patrimonio genetico della razza, e contemporaneamente si aumenta la frequenza di altri. Siccome i figli e i nipoti dei riproduttori famosi tendono a diventare a loro volta famosi, la tendenza continua, causando un ulteriore decremento o addirittura l’estinzione di alcuni geni, mentre altri diventano omozigoti nella razza. Alcuni tratti saranno positivi, ma non tutti.

I proprietari di Old Blue, il Malthound della favola di apertura, e coloro che possedevano i suoi discendenti più immediati non avevano idea di ciò che stava accadendo sotto il loro naso. Erano contenti di avere riproduttori di qualità superiore e ancora più contenti di accoppiarli con il maggior numero di belle femmine possibile. Allevare e promuovere cani è una affare costoso;  spesso si fa un buco nell’acqua, ma possedere un riproduttore di punta può cambiare tutto. La situazione è del tipo “vantaggi per tutti”: il proprietario dello stallone si vede ridotti i  carichi finanziari e al tempo stesso altri allevatori in lungo e in largo finiscono per condividere i preziosi geni del suo cane.        Nessuno allevando cani vuol produrne di malati. Solo una piccola minoranza è abbastanza insensibile e miope da non dar peso ai problemi genetici come se si trattasse di un prezzo da pagare per ottenere dei campioni, anche se poi fanno del loro meglio per evitare che venga all’attenzione generale.
Abbiamo bisogno di riconsiderare completamente come utilizzare gli stalloni. Nessun singolo cane, non importa quanto superiore, dovrebbe dominare il patrimonio genetico della sua razza. I proprietari di tali stalloni, dovrebbero prendere seriamente in considerazione di limitare, per tutta la sua vita, la frequenza annua di utilizzo del cane e, se è conservato il seme congelato, anche per il  futuro. Il proprietario del riproduttore dovrebbe guardare non solo alla qualità delle femmine che gli vengono proposte, ma anche al loro pedigree. Di quanto quell’accoppiamento aumenterà il livello di in-breeding?
Anche il proprietario della femmina deve pensarci due volte prima di scegliere un riproduttore famoso. Se alleva con il riproduttore del momento e tutti gli altri fanno lo stesso, cosa farà quando sarà il momento di fare un out-cross?
In fine, è lo stesso l’atteggiamento nei confronti delle malattie genetiche che deve cambiare. Deve cessare di essere il segreto inconfessabile di ognuno di noi. Non deve più essere un’arma da utilizzare contro quelli che con onestà ammettono di aver avuto il problema. Deve diventare argomento di una discussione aperta e ragionata, in modo che il proprietario dello stallone e della femmina  possano prendere insieme decisioni di allevamento consapevoli. Fino a quando allevatori e proprietari non riconsidereranno i loro obiettivi di lungo termine ed il modo in cui  reagire ai problemi ereditari, la situazione può solo peggiorare.